Questa veduta è tratta da un volume che ben può testimoniare la crescita di importanza che la nostra penisola ebbe nel corso del XVII secolo da un punto di vista turistico, Les Délices d’Italie di De Rogissart e Havard, pubblicato per la prima volta nel 1706 e riedito appena un anno dopo in quattro volumi. Rappresenta il Duomo di Firenze inquadrato lateralmente di scorcio e fu, come la presenza del campanile di Giotto sulla sinistra della facciata anziché sulla destra mette in evidenza, assai probabilmente ripresa da un disegno o da un’altra stampa, senza che l’incisore si premurasse di rovesciare l’immagine per conservare il verso giusto. Il Battistero inoltre si trova nella realtà in asse con la porta centrale della Cattedrale, mentre nella stampa è situato praticamente all’altezza del campanile. Chi pratica l’incisione sa che la matrice deve essere incisa rovesciando il disegno originale perché esso riesca correttamente una volta stampato. Ne consegue che assai probabilmente né l’incisore né lo stampatore avevano presente il vero aspetto del monumento fiorentino. La cosa non ci deve stupire, dal momento in cui non esisteva la cultura di recarsi sul posto per procurarsi un’immagine fedele e inoltre, non esistendo il concetto di diritto d’autore, era consuetudine riprendere le immagini da altri volumi già pubblicati. La raffigurazione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore inserita nel volume Les délices d’Italie ha dunque un valore evocativo e non documentario. Serve a suscitare ammirazione e curiosità nei lettori del volume.