Vue perspective de l’église et de la place de St. Pierre à Florence

Questa incisione, tratta dalla fortunata serie di vedute di Firenze di Giuseppe Zocchi, fu realizzata a Parigi ed edita, come indicato sulla lastra, da Daumont di rue St. Martin, da identificarsi probabilmente con Jean-François Daumont, editore e mercante parigino documentato tra il 1740 e il 1775, che pubblicò diverse raccolte di vedute e raffigurazioni di interni dei palazzi di varie città italiane, tra le quali anche Firenze. Essa raffigura un edificio fiorentino non più esistente, la chiesa appunto di San Pier Maggiore, che risultava essere già edificata nell’XI secolo, quando le venne affiancato un monastero benedettino femminile. La chiesa, a tre navate, subì vari interventi di ristrutturazione dei quali i principali furono quello risalente al XIV secolo e quello del 1638, anno in cui l’architetto Matteo Nigetti eresse il porticato antistante la facciata su commissione del marchese Luca degli Albizi, porticato ancor oggi esistente e sul fregio del quale si può leggere l’iscrizione DEO IN HONOREM PRINCIP. APOSTOL. LUCAS DE ALBIS AN. MDCXXXVIII. San Pier Maggiore, che si fregiava di opere d’arte eseguite da artisti del calibro di Andrea di Cione detto l’Orcagna, Lorenzo Monaco, Pietro Perugino, Baccio Bandinelli, Baccio da Montelupo, Desiderio da Settignano e Sandro Botticelli e in cui trovavano sepoltura il Ghirlandaio e Piero di Cosimo, fu demolita nel 1784, a seguito di un crollo nella navata centrale, per volere di Pietro Leopoldo.

La veduta presenta le tipiche caratteristiche della vue perspective, un particolare tipo di stampa destinato ad essere osservato attraverso strumenti ottici che attraverso un sistema di lenti e specchi consentivano di ottenere un forte effetto tridimensionale. Tali caratteristiche sono il ribaltamento del soggetto raffigurato rispetto alla realtà rappresentata, il tipo di colorazione all’acquerello con pochi colori vivaci ripetuti e il titolo doppio, una volta scritto normalmente e una volta rovesciato. Parigi figurava all’epoca proprio fra i maggiori centri di produzione di questa tipologia di stampe insieme a Londra, Augsburg e, in Italia, Bassano.

Autore

Incisore anonimo

da

Giuseppe Zocchi (1711-1767)

Data

sec. XVIII

Tecnica

acquaforte, bulino, colorata a mano

Dimensione

lastra mm 266x437