Corteo Storico sul ponte Santa Trinita a Firenze

Il 9 maggio 1938 si tenne a Firenze la visita del Führer, ultima tappa del suo Grand Tour in Italia. Accompagnato dal Duce, Hitler trascorse la giornata tra cortei, rievocazioni e festeggiamenti. In serata, si recò al Teatro Verdi dov’era stata messa in scena dal Maggio Fiorentino – creato proprio dal fascismo cinque anni prima – il Simon Boccanegra di Verdi.
Per preparare questa importantissima tappa fiorentina, considerata da Mussolini l’occasione per ribadire l’assoluto primato della cultura italiana su quella tedesca, venne istituito un apposito “Ufficio per i festeggiamenti”, che diede incarico a un gruppo di giovani professionisti e artisti, per buona parte ancora studenti, di preparare i progetti per l’addobbo delle strade. Architetture posticce, finte sculture, drappi gigliati e festoni, acconciarono la città creando un’atmosfera particolare, a metà tra la rivisitazione storica e la parata militare di regime. Uniche eccezioni, è doveroso ricordarlo, il Palazzo Arcivescovile e la cattedrale di Santa Maria del Fiore in Piazza San Giovanni, che il cardinale Elia Dalla Costa tenne rigorosamente chiusi, senza vessillo alcuno, e che furono perciò opportunamente schermati alla vista dell’ospite tedesco per volontà dall’organizzazione fascista. In base alle testimonianze, si sa che i Tedeschi furono immersi in una realtà quasi fiabesca: al giardino di Boboli si trovarono circondati da paggi, cavalieri, giostratori e sbandieratori. Colori e coreografie del gioco del Ponte Pisano, della Giostra del Saracino, del Calcio Fiorentino e del Palio di Siena furono esibiti per mostrare all’ospite le vecchie usanze ludiche delle tradizioni popolari italiane.
La litografia firmata con le iniziali G.M.G. di un artista che rimane al momento ancora ignoto, è da inserire in questo contesto. Il soggetto, sebbene appunto in qualche modo legato a quel preciso momento, rappresenta però probabilmente più una romantica visione da rievocazione storica che le reali manifestazioni che si svolsero per la visita del Führer.
L’immagine mostra un corteo tardo cinquecentesco che fa il suo ingresso nel centro cittadino, con soldati a cavallo armati di picche, accolti dal popolo festante che agita stendardi gigliati al suono delle salve dei cannoni, dei quali uno si distingue chiaramente, rivolto verso l’alto e ancora fumante. Anche la foggia dell’elmo piumato del condottiero in prima fila pare confermare l’epoca tardo rinascimentale di ambientazione della scena. Il soggetto potrebbe allora essere una visione un po’ idealizzata del corteo del calcio storico fiorentino, integrata da un contenuto “militare” così consono allo spirito del Fascismo e del Nazismo.
Oltre che essere inscenato per Mussolini e Hitler, il calcio storico aveva difatti solidissimi legami con il regime fascista. La partita che diede il via alla rinascita del gioco nel XX secolo si giocò nel maggio del 1930 quando, per la ricorrenza dei quattrocento anni dall’Assedio di Firenze, su iniziativa del gerarca fascista Alessandro Pavolini, venne organizzato il primo torneo tra i quartieri della città. Tra l’altro, come detto, fu proprio lo stesso Pavolini ad organizzare il Festival del Maggio musicale e che in occasione della visita di Hitler mise su la rappresentazione verdiana.

Autore

G.M.G.

Data

1938

Tecnica

litografia

Dimensione

lastra mm 320x550 ca.

Tiratura

assente