Palazzo Pitti

Le vedute di Firenze è il nome di una serie di quattordici acqueforti, più una sul frontespizio, che fu pubblicata dall’editore Aldo Gonnelli nel 1947, in una cartella con presentazione di Giovanni Poggi. La tiratura si compone di 250 esemplari numerati.

La visione che Chiappelli ci offre di Palazzo Pitti, nell’ultima tavola della serie, è drammatica, d’effetto, un effetto reso dalla sapiente composizione. La lastra è divisa perfettamente a metà. La parte superiore ospita, quasi relegati in uno spazio troppo angusto per loro, il palazzo e un cielo abitato da cumuli minacciosi, tra i quali il sole sembra quasi lottare per farsi spazio e illuminare il paesaggio sottostante. La metà inferiore è completamente occupata dallo scosceso piazzale, sul quale le ombre scure degli edifici vicini si proiettano, mettendo ancora più in evidenza la sua distesa assolata. Le dimensioni del monumento sono magnificate dalla presenza di piccole figure che ne esaltano – quasi in un’eco piranesiana – le gigantesche proporzioni. In primo piano, immerso nell’ombra, un uomo di spalle osserva la veduta, la facciata dell’edificio bagnata di luce. È una distanza enorme quella che separa l’uomo in primo piano dal palazzo, una distanza creata dallo spazio, volutamente dilatato dall’artista, ma forse anche dal tempo e dalla memoria.

Chiappelli incise questa lastra a meno di due anni dalla sua scomparsa, quando la sua salute era già minata. Chissà se il senso di lontananza che cogliamo in questa immagine sia anche quello provato da un uomo che, con la certezza del mondo che attende aldilà di questo che hanno gli uomini di fede, comincia a prendere le distanze da ciò che lo circonda, nella serena consapevolezza dell’imminente addio.

Autore

Francesco Chiappelli

da

"Le vedute di Firenze"

Data

1945

Tecnica

acquaforte

Dimensione

lastra mm 343x274

Tiratura

assente