Palazzo Vecchio – Firenze

La nascita della fotografia, avvenuta nel 1826 ma resa pubblica nel 1839, portò a notevoli conseguenze, espropriando all’incisione il suo valore descrittivo e didattico. La cosa fu però assai graduale. La rivoluzione della trasformazione macchiaiola della veduta fiorentina ad esempio è certamente anche una delle eco dell’avvento della fotografia. Non verrà mai sottolineato abbastanza l’importantissimo ruolo che il nuovo mezzo tecnico ed espressivo ebbe nei mutamenti artistici nella seconda metà del XIX secolo. Quello che venne ad instaurarsi è un vero e proprio rapporto di amore-odio tra fotografia e artisti. Paradossalmente in un primo tempo la fotografia, pur rappresentando un mezzo più efficace della pittura e dell’incisione per rappresentare realisticamente le cose, spinse talvolta gli artisti in una direzione realista, per cui alcuni di essi, come gli stessi Macchiaioli e post-macchialioli, si servirono di essa come base per realizzare i loro dipinti e le loro incisioni.

In un caso come quello rappresentato dall’opera Palazzo Vecchio – Firenze, firmata R. Kammerer, il realismo risulta essere tale che la sensazione è quella di un dipinto che vuole in qualche modo rivaleggiare con il nuovo mezzo. La stampa in mostra è una riproduzione oleografica, una tecnica derivata dalla litografia, di un dipinto ad olio eseguito con ogni probabilità dal francese Robert Kammarer (1882 – 1965). Nativo dell’Alto Reno, studiò a all’École des Arts Décoratifs di Strasburgo e completò la sua formazione, al pari dei suoi connazionali del Sei e Settecento, con una sorta di grand tour che comprese una permanenza in Austria, Svizzera, Belgio, Albania, Grecia e Italia. Nel 1910 risulta rientrato in patria. Fu forse durante questo viaggio che eseguì il dipinto fiorentino, databile quindi intorno ai primi anni del XX secolo. Lo stile dell’abbigliamento delle donne rappresentate in Piazza della Signoria e la mancanza della statua del David di Michelangelo accanto all’ingresso di Palazzo Vecchio, trasferito alle Gallerie dell’Accademia a fine Ottocento e la cui copia fu collocata proprio nel 1910, confermerebbe la datazione. Il dipinto dell’artista francese, il quale peraltro si specializzò successivamente nei paesaggi di montagna, risulta analitico e descrittivo come una veduta di un secolo e mezzo prima. Sarà per questo che l’editore, tedesco, che lo ha stampato ha deciso di trasformarlo in un prodotto per il mercato turistico internazionale.

da

Robert Kammerer (Thann, 1882 - 1965)

Data

1900 ca.

Tecnica

oleografia

Dimensione

lastra mm 405x320