Quando si parla di produzione artistica, soprattutto del passato, è sempre opportuno tenere presente l’importanza della committenza. Nel caso della produzione di libri e stampe un peso determinante lo avevano gli editori. Essi potevano talvolta limitare notevolmente le decisioni e la libertà degli artisti e degli incisori perché obbedivano essenzialmente, diversamente dai committenti privati, ad una logica di mercato. Sono stati ad esempio ritrovati i cataloghi stampati dagli editori ad uso della loro clientela, con gli elenchi delle stampe in vendita, una loro minuziosa descrizione e i relativi prezzi. Era dunque la domanda che decretava la fortuna o meno di un genere.
Fu probabilmente quindi la crescente domanda di immagini relative a Firenze e ai suoi dintorni a far non solo moltiplicare i diversi soggetti per le vedute urbane, ma anche a spingere all’introduzione in Toscana di un fortunato genere di pubblicazione che nacque in Francia nel XVII secolo per diffondersi poi nel secolo successivo anche negli altri paesi europei, in primis l’Inghilterra. Si tratta del voyage pittoresque, un insieme di testo e immagini che doveva dare un’idea il più possibile dettagliata e completa, almeno secondo i canoni dell’epoca, dell’aspetto di un paese. Oltre al fatto di vedere, in linea con la sensibilità settecentesca, ogni paese come un insieme di ambiente e cultura, natura ed arte, la maggiore innovazione di queste pubblicazioni è probabilmente rappresentata dal fatto che le immagini riportate erano frutto del disegno dal vero, eseguito sul posto da artisti che fisicamente compivano quel viaggio che il curatore del volume descriveva a parole nei suoi testi.
Il voyage pittoresque toscano per eccellenza è il Viaggio Pittorico della Toscana di Francesco Fontani, illustrato dal pittore e incisore Antonio Terreni. L’opera, uscì a Firenze dalla stamperia di Giuseppe Tofani, in tre volumi in folio, tra il 1801 e il 1803. Essa rappresenta la prima grande guida illustrata della Toscana pubblicata in Italia con l’intento di, secondo il volere dell’autore, “(…) secondare il voto unanime dei popoli civilizzati” e “raccogliere insieme tutto quello che illustra e rende superiore a molte Provincie la deliziosa Toscana”, “animato dall’amore del patrio Paese”.